logo di Trame Nascoste

Toti Tarcisio

Toti Tarcisio

  1. HOME
  2. >
  3. Toti Tarcisio

di Romeo Elisa e Guebre Aida

«Era il 1996 quando, finito il mio lavoro nel sindacato, decidemmo, insieme ad altri pensionati a cui mancava relazionarsi e darsi da fare per gli altri, di aprire questa associazione, ma non fu un’impresa semplice».

Ed eccoci nell’ufficio dell’Auser dentro al municipio. Ad accoglierci con disponibilità, in vesti semplici, c’è il signor Toti Tarcisio, nonché il presidente di questa associazione che si occupa principalmente del trasporto di anziani o disabili e della consegna pasti.

Un posto molto discreto ma di sicuro funzionale per tutti i volontari che ci lavorano: si tratta di una sola stanza dove è racchiuso il loro mondo e una storia di aiuti e sogni ambiziosi. Qualche tavolo da ufficio disposto ordinatamente e alti armadi alle pareti. Dalla vetrata entra molta luce, solo leggermente offuscata dalle tende che la affievoliscono, rendendola meno disturbante per chi come noi osserva i piccoli cimeli e i riconoscimenti sparsi qua e là per la stanza. Ci soffermiamo a contemplare una foto in bianco e nero, dove si intravedono l’allestimento di un Gazebo e i protagonisti di quello che fu un ambizioso progetto.

«Era il 1996 quando, finito il mio lavoro nel sindacato, decidemmo, insieme ad altri pensionati a cui mancava relazionarsi e darsi da fare per gli altri, di aprire questa associazione, ma non fu un’impresa semplice».

Incalzato dalle nostre domande, Toti Tarcisio ci racconta i loro primi passi.
«Lo stand che vediamo nella foto lo abbiamo allestito la prima volta alle bancarelle di Sant’Andrea, patrono di Gorlago, da cui ha poi preso il nome l’associazione. Ci serviva per raccogliere fondi per quello che sarebbe stato il nostro primo furgone».

Scopriamo quindi che l’allora costoso mezzo, si parlava di milioni di lire, fu finanziato da soldi sganciati di tasca propria, raccolte fondi, donazioni anonime da un umile signore e infine dal sussidio del comune.
«Oggi possediamo tre furgoni, che potranno sembrare pochi, ma per un piccolo paesino come il nostro sono sufficienti. Ne usiamo uno per il servizio domicilio e due per gli altri trasporti principali».

Decidiamo di fare di nuovo un passo indietro:
«Prima che l’Auster esistesse, come facevano le persone con difficoltà a spostarsi per il comune?».
«Un tempo, prima che questa associazione nascesse anche a Gorlago, gli abitanti che avevano bisogno di essere portati all’ospedale o di ricevere un pasto caldo erano costretti ad arrangiarsi, correndo molti rischi, come quello di far cadere un disabile trasportando la carrozzina giù per le scale di case vecchie e senza ascensore. Se l’Auser fu fondata è proprio perché ne sorgeva l’esigenza. L’idea era quella di mettere a disposizione di chi ne aveva bisogno un pulmino. Purtroppo, erano molti gli anziani che si facevano male tentando di adattarsi alla situazione. Si partì da venti volontari, un furgone e tanta voglia di migliorare fino ad arrivare a consegnare 8099 pasti in un anno e portare a termine 1738 trasporti».

Oggi, l’Auster è un porto sicuro per tutta quella gente che ne ha bisogno. Sono ventisei anni che i volontari offrono dalla mattina alla sera non solo servizio di accompagnamento protetto attraverso mezzi ottimali ed efficienti, ma effettuano anche dalle dieci alle dodici «consegne pasti», e sono attivi per 365 giorni all’anno. Per non parlare degli altri piccoli servizi che offrono, come il controllo del traffico, l’aiuto per l’attraversamento pedonale dei bambini all’uscita della scuola materna. Da ultimi, ma non per importanza, ricordiamo gli operatori che stanno in ufficio.

Questa è la storia dell’Auser di Gorlago ed è solo grazie a persone come loro che la nostra società e soprattutto il nostro paese riesce a non lasciare indietro nessuno.

Sfoglia il reportage digitale

logo di Trame Nascoste
Torna su